
Arezzo e la sua provincia vantano una moltitudine di avvistamenti paranormali, tanto da essere considerata una delle città maggiormente infestate di tutta la Toscana.
Basti pensare al Santo Patrono che veglia sulla città, SAN DONATO, il quale essendo stato decapitato, pare che infesti ancora il Corso Italia alla ricerca della sua testa rotolata giù dalla Fortezza.
Sempre nella prossimità di Arezzo, più precisamente nella collinetta adiacente alla città, e più precisamente all'interno del vecchio Mulino, pare vi siano manifestati più volte fenomeni di poltergeist: queste presenze si dilettano a prendere di mira con sassi i malcapitati che volessero entrare dentro l'edificio.
A Sorci, nel noto Castello ormai adibito a albergo e ristorante, non è insolito udire nel bel mezzo della cena, scricchiolii, passi e risate macabre, provocate dal suo "signore" il capitano Baldaccio di Anghiari, il quale non disdegna di essere "intravisto" in ricorrenza della sua morte per decapitazione avvenuta nel 1441.
Nel Castello di Poppi sono stati avvistati fasci di luce e addirittura banchetti spettrali persino dalla truppe della Rai, intenta a riprendere il famoso borgo medievale. Ma la leggenda più famosa che lega il Castello dei conti Guidi al paranormale è dato dal fantasma della Contessa Matelda, la quale aveva l'hobby di rapire giovani e aitanti uomini per soddisfare le sue lussuriose voglie, per poi farli uccidere una volta compiuto il loro "dovere". Il marito accortosi di questo la fece murare viva nella Torre del Diavolo, dove la donna morì tra urla e maledizioni. Ancora oggi si racconta che è possibile vedere nel castello una figura luminescente che viaggia senza meta, sempre alla ricerca di nuovi amanti.
Sempre nelle vicinanze del Castello di Poppi, vi è la Piana di Campaldino, dove fu combattuta la famosa battaglia fra Guelfi e Ghibellini a cui partecipò lo stesso Dante Alighieri. Nelle notti d'estate, fra luglio e agosto, alcuni autisti hanno giurato di aver visto e sentito il cozzare di spade e di armature e lamenti provenienti dalla stessa pianura, come se assistessero al combattimento.
Nella località di Olmo, esiste una casa infestata da fantasmi: più volte i proprietari hanno cercato di affittarla, ma gli affittuari resistono al suo interno solo una notte, impauriti da risate, romori, urla e colpi. Coloro che hanno avuto la "maleaugurata" idea di dormire al suo interno dichiarano che la mattina successiva la casa si presentava arredata in una maniera completamente differente da come era la sera prima.
A Camaldoli nella folta vegetazione, è possibile incontare sfere lucenti vaganti che indicano l'ingenuo viandante al limitar di un dirupo.
A Capolona è possibile vedere nelle notti d'inverno il Toro dorato, il quale preannuncia morte certa da chi viene scorto durante le sue scorribande.
A Subbiano nella Torre Longobarda, nelle notti di nebbia viene avvistata una guardia e si sente riecheggiare il suono del corno.