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Utente Bannato ![]() Data registrazione: 29-05-2006
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Da ottobre biglietti più cari del 10%
Biglietti più cari del 10% a partire dal primo di ottobre ROMA - Dal primo ottobre prossimo, i biglietti dei treni a medio e lunga percorrenza costreranno di più. Dopo il rincaro del 10% introdotto il primo gennaio scorso, un nuovo e identico aumento sarÃ* deciso dalle Ferrovie. Lo prevede il piano industriale 2007-2011 - secondo quanto è in grado di apprendere l'agenzia di stampa ANSA - in base a quanto riportato in un verbale approvato dal cda delle Ferrovie nella seduta di fine dicembre. Il precedente aumento a gennaio. Nel piano industriale, le Ferrovie pianificano gli aumenti tariffari per la media-lunga percorrenza da qui al 2011 con incrementi del 20% per quest'anno e poi, del 5% l'anno a partire dal 2009. La prima tranche di aumento del 10% è scattato dal primo gennaio scorso; il prossimo +10% sarÃ* introdotto dal primo ottobre prossimo. Per il 2008 i biglietti dovrebbero invece rimanere fermi per tornare a salire, ad un ritmo del 5% l'anno, dal 2009 al 2011. Esclusi dagli aumenti i regionali. Gli adeguamenti non riguarderanno i servizi regionali e interregionali, utilizzati dai pendolari, e gli espressi che servono i collegamenti notturni di lunga distanza, e il servizio di base della mobilitÃ* da e per il Sud. "Dopo 5 anni di prezzi fermi". In un verbale approvato dal cda delle Ferrovie nella seduta di fine dicembre, è scritto che l'aggiustamento delle tariffe a gennaio scorso, dopo 5 anni di prezzi fermi, resta compreso in una forbice tra il 3% (per le tratte meno redditizie e dalla domanda meno sostenuta), e il 15% riferito però ai collegamenti di fascia alta o di livello europeo, quali Alta velocitÃ*, Eurostar, Intercity. "Tale aumento tuttavia - si legge nel documento Fs - riuscirÃ* a coprire solo una parte degli oneri finanziari accumulati negli anni precedenti dall'azienda". Aumenti per 12 milioni di italiani.Secondo l'amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, la manovra di aggiustamento tariffario vale circa 90 milioni di euro, con incrementi che riguardano 12 milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60 centesimi al mese a viaggiatore. "L'impatto inflazionistico sulle tariffe ferroviarie è contenuto rispetto agli altri servizi - ha sottolineato ancora Moretti nell'illustrare i punti cardini del piano. "Un incremento del 5% di tutte le tariffe ferroviarie comporterebbe una crescita solo dello 0,01% dell'inflazione". (19 febbraio 2007 - News Repubblica.it) |
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