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Police riuniti, trionfo da 70.000 persone a Torino Folla delle grandi occasioni allo Stadio Delle Alpi di Torino per riabbracciare idealmente, data unica italiana, Sting, Copeland, Summers e molti dei più bei brani che il rock degli ultimi 30 anni possa vantare. Erano in 70.000 (questa la cifra ufficiale a proposito dei biglietti staccati) ad attendere di ballare e cantare a ritmo dei brani dei Police. Ad anticipare l'entrata in scena di quello che trent'anni fa veniva definito "il trio biondo" sono stati l'ensemble della Notte della Taranta, con la voce di Raiz (ex Almamegretta), con cui Copeland collabora da tempo, e i Fiction Plane, trio rock in cui canta e suona il basso (con timbro e stile fin troppo simili all'illustre genitore) il figlio di Sting. Poi si è riacceso il mito.![]() Tutto come da copione. E stavolta lo si può dire con un senso di sollievo. Perché quando torna in pista un mito pop-rock, per di più dopo 25 anni di assenza dalle scene, la domanda che molti si fanno alla vigilia del concertone è: cosa mi troverò di fronte? Relitti di un passato irrecuperabile o il filo delle emozioni che si riallaccia, intatto e diretto, al momento in cui tutto si è interrotto? Il ritorno live dei Police ha fortunatamente fatto pendere l'ago della bilancia verso questo piatto, il più ricco, il più atteso. Partenza con il botto, affidata a Message In The Bottle, rullo compressore che apriva il secondo album dei Police Reggatta De Blanc (anno di grazia 1979). E' cominciato così un concerto celebrativo che ha snocciolato gli hit del trio che ha saputo unire l'energia punk, il calore del reggae e l'adrenlina del rock e portare questa miscela a vette di popolaritÃ* mai viste prima. Due ore di hit a catena, da So Lonely a Reggatta De Blanc, da Next To You a De Do Do De Da Da Da, fino a Every Little Thing She Does Is Magic e Roxanne. King Of Pain, Walking In Your Footsteps e Wrapped Around Your Finger sono stati gli episodi che hanno mostrato più di tutti la capacitÃ* di reinvenzione del trio. Un riuscito mix di suoni quasi orientali, percussioni africane, atmosfere di grande eleganza che ne hanno esaltato il fascino. Poi via a manetta, con gli accenti rhythm and blues ancora più evidenti nella riproposizione di Driven To Tears e When The World Is Running Down. Il tempo non è stato clemente per tutti allo stesso modo: si percepiva chiaramente l'evoluzione, come cantante e interprete, di Sting, il quale deve essere l'autore dei riarrangiamenti che ricordano i suoi album solisti. La batteria di Copeland è sempre quella, marchio di fabbrica imprescindibile, appena un po' meno spigolosa che negli anni migliori. Il compito più improbo spettava a Andy Summers, quello che negli anni ha proseguito la carriera musicale in modo più discontiuo. E questo si poteva avvertire: begli spunti e amnesie improvvise, una mano meno fluida sulla chitarra di quanto ci si ricordasse, in un concerto che peraltro lo chiamava a ripetuti e lunghi assoli. Ma è anche vero che Summers è il più anziano dei tre, quasi un coetaneo di Jagger e Richards degli Stones. Ad ogni modo, gran concerto che ha ripagato i numerosi presenti fra cui parecchi volti e nomi celebri, da Nek (cresciuto a pane e Sting) al portiere della Juventus Gigi Buffon (insieme ad Alena Seredova). Confusi in una folla che confermava quanto più volte è stato scritto dei Police: il fascino della loro musica sta nella sottrazione, nell'evitare di riempire troppo i brani, lasciando spazi musicali che nella serata di Torino si sono colmati con le emozioni a fior di pelle di un esercito di fans. Cristiano Sanna
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"Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite. Conoscerle e non conoscerle dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo. Anche se non lo sai, fra proseguire dritto e deviare spesso si gioca la tua esistenza e quella di chi ti sta vicino..." |
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