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Utente Bannato ![]() Data registrazione: 12-10-2006
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Gli italiani guardano la tv, ma per l'informazione sono più soddisfatti da Internet. Questo emerge dall’ultimo rapporto del Censis/Ucsi 2006 sulla Comunicazione in Italia. Secondo il Censis per informarsi gli italiani ricorrono per il 90 per cento alla televisione, un grado di penetrazione sconosciuto agli altri media: quotidiani al 56 per cento, radio al 47, teletext al 29, come Internet, e libri 28 per cento. Eppure l’informazione che offre il web non ha eguali: Internet è al primo posto in assoluto con percentuali importanti: 75 per cento. Seguono i libri al 64, i quotidiani al 54, la radio al 53, il teletext al 48 e per ultima proprio il medium più utilizzato, la televisione, al 42 per cento.
Varie le ragioni per rivolgersi ai media: al 69 per cento c'è la necessitÃ* di "approfondire", al 46 per cento la massima prioritÃ* per utilizzare gli strumenti della comunicazione è dovuta al proprio "interesse per la musica" e al 45 per cento per "relazionarsi". Segue la necessitÃ* di accedere a servizi utili, il desiderio di svago o di orientarsi negli acquisti. Per ciascuna di queste altre esigenze, oltre all'informazione, cambiano le percentuali di italiani che ricorrono ad Internet, che si colloca però quasi sempre come il medium che dÃ* maggiore soddisfazione. "In definitiva - spiega il Censis - la TV è sempre al primo posto in termini di diffusione (persino nell'ascolto della musica) ma Internet, libri, Mp3 e cellulari sono sempre al primo posto in quanto a soddisfazione ottenuta dall'uso". Ecco i punti-cardine del Rapporto del Censis. "In Europa - spiega il Censis - la trasformazione del modello televisivo verso le tecnologie digitali sta procedendo velocemente. In Italia invece la dipendenza dal modello televisivo tradizionale (analogico terrestre) è ancora molto forte e la più alta fra i paesi europei più simili al nostro: è, infatti, il 72% della popolazione a vedere nel nostro paese solo ed unicamente programmi della televisione tradizionale, a fronte del 65% della Spagna e della Francia, del 50% della Germania e del, minimo, 31% della Gran Bretagna". Se nei più grandi paesi europei sono quattro o cinque i media effettivamente di massa, spiegano gli esperti del Censis, "solo l'Italia appare teledipendente, ma non tanto per l'estensione del pubblico televisivo, quanto per le limitazioni riscontrate nel pubblico degli altri media. In Gran Bretagna, ad esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (95 contro 94 per cento), però la radio è all'80 (in Italia è al 63), i quotidiani al 78 (da noi al 59), i libri al 75 (noi siamo al 55) e Internet al 61 (contro il 38 per cento italiano)". Una teledipendenza che si accompagna, dunque, ad una pericolosa "retrocessione culturale". In Germania o in UK, ad esempio, almeno tre quarti della popolazione in un anno legge un libro, in Italia questo accade a poco più della metÃ* della popolazione. "L'Italia corre - spiegano al Censis - ma gli altri sono giÃ* molto lontani. Negli ultimi anni, infatti, in Italia abbiamo conosciuto un notevole incremento della capacitÃ* di accostarsi a un maggior numero di media per assolvere ai nostri bisogni informativi e comunicativi, ma questo sforzo non ci ha ancora collocato su di un piano analogo a quello dei grandi paesi europei. E il rischio che, pur muovendoci velocemente, le distanze possano ancora aumentare non è da escludere". Maury 2006 |
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