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Capitano |
3 parte
COME SI COSTRUISCE UN MITO (III) Vi sarete accorti che mancano all’appello due ruoli fondamentali: chi è che decide come deve essere la storia che viene narrata in ogni episodio e chi si occupa della direzione del tutto? A scrivere la storia, o, in termine più tecnico, la “Sceneggiatura” è un autore che, basandosi sul fumetto e sul progetto, crea le vicende di ogni episodio. Il fascino di “Goldrake” deriva senz’altro anche dalla bravura di questi sceneggiatori: molti di loro sono diventati romanzieri famosissimi in Giappone e Shozo Uehara, che si è occupato della maggior parte delle sceneggiature di “Goldrake”, è considerato uno dei più importanti sceneggiatori giapponesi, autore di centinaia di opere inimitabili (comprese, ad esempio, le sceneggiature di “Capitan Harlock”). Alla direzione (”Regia”) di ogni episodio si trova poi il regista. Abbiamo visto come esiste un regista “generale” che si occupa della supervisione di tutta la serie, ma, come si è detto, prendersi carico di un episodio alla settimana è umanamente impossibile, perciò anche i registi delle singole puntate si succedono a rotazione. Non dimentichiamo poi un altro ruolo molto importante: quello del “Direttore delle Animazioni”. Come abbiamo visto, in ogni puntata vengono utilizzate migliaia di disegni a opera di decine di persone diverse, ognuna con un suo stile. Compito del direttore delle animazioni è di ritoccare tutti questi disegni per dar loro un aspetto uniforme. Ai tempi di “Goldrake” questo ruolo cambiava da episodio a episodio, con il risultato che ogni puntata mostrava un design dei personaggi spesso molto differente dalle altre. Dagli anni ‘80 cominciò a imporsi la figura di un direttore delle animazioni che si occupava di ritoccare i disegni di TUTTI gli episodi, dando così maggior uniformit* grafica all’intera serie. Come vi è arrivata in casa l’edizione italiana? Innanzitutto ci sono voluti un traduttore e un adattatore. L’edizione italiana di “Goldrake” è probabilmente la prima opera al mondo a godere di un trattamento davvero speciale: il traduttore, l’adattatore (cioé colui che “adatta” la traduzione ai movimenti delle labbra dei personaggi) nonché la persona che supervisiona in sala tutte le sedute di doppiaggio è la stessa persona, l’instancabile Francesco Grippo coadiuvato “a distanza” da Federico Colpi. Questa scelta consente che in fase di adattamento e poi di doppiaggio, le battute non vengano cambiate - come spesso accade - distaccandosi dal significato originale. Il doppiaggio viene effettuato sotto la supervisione di un direttore - il veterano Fabrizio Mazzotta - presso una sala dove si alternano i vari doppiatori. Una nota: in Giappone il doppiaggio viene effettuato contemporaneamente da tutti i doppiatori, che entrano in sala assieme e “recitano” di fronte al microfono come a teatro. Questo serve a dare una maggior foga e naturalezza alla recitazione, ma nel contempo va a discapito della sincronizzazione tra la voce e il movimento della bocca dei personaggi sullo schermo. In Italia solitamente ogni doppiatore fa il suo lavoro da solo, ponendo una grande attenzione a far corrispondere la sua battuta ai movimenti delle labbra del personaggio. Di solito in una sessione si trova a doppiare battute di episodi completamente diversi, senza avere la minima idea dello svolgimento della storia nel suo complesso. Non è raro che i doppiatori di una medesima serie non si conoscano neppure di persona benché sullo schermo sembrino dialogare tra loro. La bravura del “Direttore del Doppiaggio” e del “Tecnico del Mixaggio” è proprio quella di far credere al pubblico che singole battute recitate in tempi e occasioni del tutto diverse, una volta unite tra loro, formino un dialogo naturale, come se tutti i doppiatori le avessero recitate insieme. SE GOLDRAKE NON FOSSE NATO… Parlando del nome “Atlas” abbiamo detto che spesso è il caso a cambiare la storia. Questo si può dire anche della nascita di “Goldrake”. In realt* la terza parte della trilogia di Mazinger non doveva essere Goldrake, ma un altro robot chiamato “God Mazinger”. Così come “Il Grande Mazinger” era una versione potenziata di “Mazinger Z”, “God Mazinger” avrebbe dovuto essere un sequel che presentava un nuovo robot simile ai due che lo avevano preceduto, ma infinitamente più potente. Il pilota doveva essere nientemeno che Koji Kabuto, che ritornava allo status di protagonista dopo essere apparso nel finale de “Il Grande Mazinger”. Senonché l’autore, Go Nagai, qualche mese prima dell’inizio di Goldrake, aveva ideato un film cinematografico il cui protagonista era un UFO che si trasformava in robot gigante - chiamato Gattiger - pilotato dal principe di un lontano pianeta. Il film, grazie anche al boom dell’ufologia che scoppiò in tutto il mondo negli anni ‘70, ebbe un successo che nemmeno Nagai prevedeva, e i produttori di “Mazinger” gli chiesero di mettere nel cassetto “God Mazinger” e creare una nuova serie sulla falsariga di Gattiger. Nagai ridisegnò il robot (che nel film era stato disegnato da Tadanao Tsuji), dandogli la tipica colorazione nero-bianco-rosso-blu che lo accomunava ai Mazinger e scegliendo come protagonista il principe che pilotava Gattiger. Anche in questo caso modificò la colorazione della sua tuta spaziale (blu, rossa e nera in origine) rendendola nera, gialla e rossa, ma mantenendone immutato il design. Sempre per mantenere la continuit* con le serie dei Mazinger, su richiesta del responsabile della rete televisiva che lo avrebbe mandato in onda decise infine di far tornare in scena Koji Kabuto, non come protagonista ma come pilota del TFO. Fu così che nacque “Goldrake”! Nagai mantenne a lungo il suo sogno nel cassetto di dare un seguito alternativo a “Il Grande Mazinger”: dopo aver utilizzato il nome “God Mazinger” per un personaggio completamente diverso (un gigante di roccia protagonista del fumetto e della serie tv omonima, entrambe inedite in Italia), nel 2001 finalmente diede vita a “Mazinkaiser”, una miniserie che ci presenta quello che avrebbe dovuto essere il vero “Goldrake”! Inoltre nella versione a fumetti, disegnata da Gosaku Ota, “discepolo” di Nagai, “Goldrake” diventa la vera e propria continuazione de “Il Grande Mazinger”: Koji è protagonista al pari di Actarus e tra i nemici appare anche l’Imperatore delle Tenebre, il signore di Mikene contro il quale il Grande Mazinger aveva combattuto senza però riuscire a sconfiggerlo. La civilt* di Mikene ha un ruolo fondamentale nelle vicende e soprattutto nella conclusione, completamente diversa da quella televisiva. Notare che nel fumetto, iniziato quando i dettagli della serie tv non erano ancora tutti definiti, molti personaggi - in particolare Actarus e Procton - hanno un design molto diverso da quello che fu scelto in seguito per la trasposizione animata. “Mazinkaiser” oggi è disponibile in DVD in italiano, così come lo sono i fumetti di “Goldrake” di Gosaku Ota. Che ne dite di darci un’occhiata per verificare le differenze con la serie TV?? SIAMO TUTTI CRIMINALI! Forse non lo sapete, però l’aumento della criminalit*, l’effetto serra, i gas inquinanti e probabilmente anche la cellulite sono tutti derivati di “Ufo Robot Goldrake”. Che ci crediate o no, quando fu trasmesso per la prima volta nel 1978, migliaia di insegnanti, genitori e associazioni varie si unirono nel condannarlo, etichettandolo come personaggio che ineggiava alla violenza più bruta e dissennata e che avrebbe fatto diventare tutti noi, innocenti telespettatori, degli spietati criminali. Non solo: secondo alcuni giornalisti e benpensanti “Goldrake”, con le sue immagini coloratissime che si muovevano a ritmo forsennato sullo schermo, spingeva anche gli spettatori a far uso di stupefacenti… Fosse stato trasmesso qualche anno più tardi, probabilmente l’avrebbero accusato di aver causato anche l’effetto serra e il buco nell’ozono. Quello della violenza non fu l’unico tema contestato a Goldrake: cronache del tempo narrano che il povero robot si trovò anche a subire anche un’interpellanza parlamentare perché accusato di maschilismo e discriminazione del gentil sesso, visto che Venusia e Maria si mostrano sempre meno abili di Actarus alla guida dei loro mezzi. Qualcuno potrebbe obiettare che il povero Koji a bordo del suo TFO, pur essendo un maschio, è più scarso delle sue controparti femminili - il che è tutto dire, considerando il suo passato da eroico pilota di Mazinger Z; tuttavia, come è stato per tutti gli anni a venire, molte delle critiche mosse a Goldrake e agli altri cartoni giapponesi venivano da persone che non li avevano mai visti o seguiti regolarmente, e che dunque non sapevano cogliere il messaggio di pace e amicizia che pervade la maggior parte di queste serie e “Goldrake” in particolare. Quello che noi sappiamo per certo è che né noi né, probabilmente, quasi nessuno di coloro che stanno leggendo queste righe va in giro ad ammazzare vecchiette e rapinare banche, nonostante siamo tutti cresciuti a pane e Goldrake… fine 3 parte : 1: |
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